Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/363

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Successione geologica 339 quanto in quello precedente a queste considerazioni, perchè, mentre i tentativi di fornire delle rappresen¬ tazioni e persino delle mappe dello stato del pianeta nelle ere geologiche del passato, hanno un fascino per i geologi altrettanto quanto per quelli che quei ten¬ tativi istruiscono, deve esser chiaramente inteso che queste visioni sono spesse volte di dubbia autenticità: e che vi sono pochi enunciati generali di questa sorta che abbiano resistito bene. I « paesaggi probabili » del periodo Cambriano, coi mari che usurpano sulle terre nude, possono essere veritieri per località ristrette in quell’epoca irremissibilmente trascorsa ; ma è ugual¬ mente verosimile che le condizioni di vita, di clima e delle proporzioni relative di terre e di mare, fossero intieramente differenti in qualcuna di quelle parti del globo, di cui non siano state a sufficienza esaminate la storia geologica e le memorie fossili. Di quanto lontano siansi ricreduti i geologi da quelle primitive speculazioni circa all’universalità delle condizioni, si vede il meglio possibile, tuttavia, per quanto riguarda l’epoca Carbonifera. È stato completamente presunto che in quell’epoca il globo rimanesse strettamente fasciato in un’atmosfera densa e vaporosa; con una luce ridotta a metà, con gran tepore, e con una ve¬ getazione sub-tropicale che in tali condizioni cresceva rigogliosa dal Polo all’Equatore. Ma ora sappiamo che molto tempo prima di questo periodo, nell’era Cam¬ briana, l’India era probabilmente un deserto, e che nell’epoca di poi, del Siluriano, quella che è adesso la ben irrigata regione dei grandi laghi del Nord Ame¬ rica era un deserto quanto i’Arizona lo è ai giorni nostri. Il carbone che si suole supporre fosse deposi¬ tato soltanto con una lussuriosa vegetazione sub-tro¬ picale e condizioni analoghe, è ora in progresso di formazione nell’AIaska e nel Labrador; e parecchie delle piante Carbonifere, dimostrano colla struttura