Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/364

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34° Lo sviluppo di un pianeta loro un’adattazione a condizioni piuttosto rigide, an¬ ziché tropicali. Aspetti geografici delle ere. Le sole tavole che possono essere con profitto dise¬ gnate, sono quindi, quadri d’accompagnamento, dei quali la relatività è alquanto dubbia ; una delle quali mostra il sollevamento del terreno o l’abbassamento suo, oppure lo starsene stazionario, nei quindici pe¬ riodi in cui i geologi dividono la durata delle roccie stratificate; e l’altra delle quali mostra, in un tenta¬ tivo ancor più frammentario ed in modo locale, il il sorgere e Io sviluppo e la decadenza di alcune delle forme di vita. In questa successione cinematografica di raffigurazioni, quelle più primitive sarebbero le più biasimate, mentre le ultime sarebbero quelle più degne di fiducia. Circa al più antichissimo dei periodi, le reli¬ quie del quale sono dette le roccie Archeane, la sola speculazione che abbia qualche sostanza è che il pe¬ riodo, nel tempo rappresentato da quelle roccie, è probabilmente più lungo che qualunque altro. La grandissima profondità a cui l’esplorazione delle roccie è stata portata rivela, quando il rovesciamento e l’erosione degli strati sono tenuti in conto, persino le poche miglia (i) di deposito e di aggregazione. Le roccie le più basse che l’esplorazione raggiunge con¬ fi) Il pozzo più profondo è stato forato dal Governo Austriaco nella Slesia, ed ha un miglio ed un quarto di profondità (m. 2000 circa). I pozzi di miniere forati alla massima profondità per scopi industriali sono il pozzo Bryer a Ronchamp nell’Alta Saona il quale è di 1010 metri, ed un pozzo di 5009 piedi (m. 1500) vicino al Lago Superiore (U. S. A.). L’onor. Carlo Parsons ha fatto l’interessante calcolo che un pozzo di 12 miglia di profon¬ dità (Km. 19,2) richiederebbe 85 anni per la sua costruzione e costerebbe L. it. 75.000.000.