Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/385

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Sviluppo organico 361 stenti nel materiale stesso) ingenera una tale confu¬ sione mentale, che, a dispetto dell’utilità della teoria dell’evoluzione di Darwin, vi sono parecchi i quali vorrebbero introdurre altre cause per spiegare l’origine e la discendenza di specie. La stessa tendenza esiste tra alcuni botanici ; e come di già abbiamo notato il De Vries ha molti seguaci nella sua teoria delle « Mutazioni » cosi distinta dalla indefinita variazione di Darwin. Due dei più distinti paleobotanici francesi, Grand Eury (1) e Zeiller (2) sono del parere che i fatti della botanica fossile siano d’accordo con la « su¬ bitanea comparsa di nuove forme ». Queste nuove forme differirebbero in un modo molto spiccato da quelle dalle quali esse sono sorte; ed una nuova nascita di questo genere è ritenuta esser necessaria per spiegare alcune delle subitanee transizioni di tipo di fogliame che avvennero nell’era Mesozoica. Ma Scott indica che il genere di grande Mutazione che a Zeiller 0 ad Arber (3) occorre, è af¬ fatto differente dai piccoli cambiamenti che De Vries crede di aver dimostrato esser possibile oggidì. Scott pure osserva che sebbene vi siano parecchie lacune nella successione delle piante, ancorché la botanica fossile abbia avuta la tendenza a colmarle, e che seb¬ bene il più grande rispetto debba essere tributato alle opinioni di Grand Eury (4) e di Zeiller circa la suc¬ cessione delle specie, tuttavia le spiegazioni che Darwin ha dato di cambiamenti apparentemente subitanei da (1) C. Grand Eury », Sur les mutations de quelques Plantes fossiles », « Comptes Rendus », CXLII, pag. 25, 1906. (2) R. Zeiller, « Les Végétaux Fossiles et leurs enchainements » « Revue du Mois », III, Feb. 1907. (3) Arber e Parkin, « Origin of Angiosperms », Journ. Linn Soc. Botany, Voi. XXXVIII, p. 29, 1907. (4) C. Grand Eury, Op. cit. pag. prec.