Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/421

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La durata dell’uomo 397 prima impressione di quello, era dissimile da ogni altra razza esistente, sebbene il Dott. R. S. Lull (i) dica che accidentalmente alcunché del di lui tipo ritrovasi nell’uomo moderno, notevolmente in St. Mausberg, un vescovo medio-evale di Toul, ed in Lykke, uno scien¬ ziato Danese, altrettanto come tra gli aborigeni Australiani e della Melanesia. Questi sono regressi atavici. L’uomo di Neanderthal aveva un cranio che, guardato dall’alto, aveva qualche cosa di approssimantesi alla forma penta¬ gonale. Vista di fronte la faccia era degna d’osservazione per le sue grandi arcate sopracigliari spor¬ genti, una sorta di cresta sopra gli occhi molto affondati, che avevano orbite gran¬ dissime. 11 fronte, al di sopra di quella pesante e spessa cresta sopraorbitale, sfuggiva repentinamente all’indietro. Il naso era pur grande, con nari molto dilatate, e probabilmente era simile ad un grande muso. 11 labbro superiore era lunghissimo ; vi era una grande distanza dalla glabella (ossia l’origine del naso tra gli occhi) alla bocca, ma il mento non era sporgente in avanti. Esso piuttosto si ritraeva all’indietro, sebbene la mandibola fosse fortissima ed avesse il punto più forte dove ora essa è più debole, nella regione dei denti della saggezza forte¬ mente sviluppati. L’uomo di Neanderthal non era alto. Lull lo descrive come un uomo di bassa statura, che misurava in posizione eretta soltanto 5 piedi e FRONTE FOrJEHEAD (i) « Restoration of Paloeolithic Man », R. S. Lull, « American Journal of Science », Voi. XXIX, N. clxxix, Febbr. 1910, pa¬ gina 171-2.