Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/431

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La durata dell’uomo 405 l’Australia, donde egli avrebbe potuto errare nella Tasmania. « Se egli avesse desiderato di visitare l’America del Nord egli avrebbe avuto, forse, una scelta di strade, sia per mezzo del ponte d’Islanda, sia per l’istmo di Alaska. « Persino prima di lasciare l’Inghilterra egli avrebbe avuto sul suo cammino delle meravigliose visioni : grandi mandre di elefanti dell’antica specie (Elephas antiquus), i più potenti predecessori, forse gli ante¬ nati, del potente elefante Africano ; egli avrebbe potuto esser presente, non senza riverente timore, all’infuriato impeto del rinoceronte dal molle naso (Rhinoceros leptorliinus 0 di Merck), che portava un corno di una lunghezza talvolta molto superiore a tre piedi (m. 0,90 circa); vi era a sguazzare diverten¬ dosi nei fiumi quel sospettoso behemoth (1), cioè l’ippopotamo, le mamme nuotanti col loro rampollo sul dorso ; talvolta gli sarebbe capitato di vedere il grande leone dalle zanne a mo’ di sciabola (Machai- rodus) mentre spiccava l’inatteso scatto, 0 mentre s’appendeva ai fianchi di uno smarrito elefante. Un clima deliziosamente tepido e sereno avrebbe potuto tentare il viaggiatore di pernottare all’aperto, ma in ogni caso egli avrebbe fatto bene di guardarsi prima d’accettare il ricovero in una caverna, perchè avrebbe potuto incontrarvi il terribile orso delle caverne (Ursus spoeleus) più grande di ogni specie esistente, oppure un animale ancora più terribile, cioè nientemeno che l’uomo istesso ». La visione la più approssimantesi che noi possiamo avere circa la vita che l’uomo Paleolitico conduceva, ci è fornita dagli indigeni della Tasmania, sfortuna¬ ti) Behemoth, nome che trovasi nella Bibbia, Libro di Giobbe; probabilmente l’ippopotamo. (Nota del Traduttore).