Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/437

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La durata dell’uomo 411 trovò un disegno bellamente inciso sull’avorio, di un mammouth ; un disegno che per la vigoria ed abilità e per quel sottile dono detto sentimento artistico si è rivelato per una delle più meravigliose cose del mondo. Gli uomini Magdaleniani hanno lasciato inoltre molti altri disegni bellissimi di animali ; ed essi furono forse la razza all’apogeo dell’età Paleolitica. Alcuni degli arnesi di quarzo peggiorarono ai giorni loro, ma essi ne inventarono degli altri. Appaiono punte di lancie e punte di treccie ; e vi è un indizio in alcune di quelle che gli artefici hanno conosciuto l’uso delle armi avvelenate. Essi conobbero l’uso dell’ago ; essi probabilmente usarono lucerne ; ed essi fecero certa¬ mente uso di ornamenti personali, alcuni dei quali hanno una rassomiglianza curiosa con quelli ora usati dalle donne Eschimesi. JPer altre rassomiglianze alla razza suddetta furono fatti molti sforzi per giungere ad associare queste due razze — cioè quella scomparsa e quella che va languendo oggidì — ma l’evidenza ha sempre lasciato ancor l’adito al sospetto. Le ca¬ verne di Grimaldi fornirono sei scheletri della razza Magdaleniana nel 1906, e li dimostrarono (come noi abbiamo già accennato nel descrivere i Cromagnardi) appartenenti ad un popolo alto, dal naso sottile, in¬ tieramente dissimili dagli Eschimesi. Ma nel 1888 fu trovato presso a Perigueux nel comune di Chancelade (Francia), trammezzo un vicinato Magdaleniano, uno scheletro che era di una razza differente — una razza di bassa statura e dal cranio grande, e di caratteri¬ stiche corporee in generale che « non lasciano dubbio ragionevole che esso rappresenti gli avanzi di un vero Eschimese, il quale visse nella Francia Meridionale durante l’età Magdaleniana ».