Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/44

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


2Ó Lo sviluppo di un pianeta studio di questi stormi di stelle, i di cui movimenti e le possibilità dei cui movimenti sono molto più misteriosi di quelli di ogni sorta d’uccelli. Può forse essere, si domanda il Prof. Turner, che tali stormi di stelle abbiano una qualche associazione comune di nascita, forse una qualche vasta nebulosa che si è raccolta in stelle, billioni di anni fa, come una nu¬ vola si condensa in goccie, e che ancora conserva con esse la sua vasta estensione e la sua velocità ini¬ ziale ? Tipi di stelle. Qualunque sia la teoria che noi possiamo adottare per i più primitivi stadi di evoluzione nel sistema so¬ lare, noi veniamo ad un tempo in cui tale sistema è stato sviluppato in un numero di grandi sfere ad alta temperatura. La storia deila vita di ciascuna di esse può essere stata differente. Egli è presunto che nessuna per es. fosse giammai in uno stato simile al sole; i più grandi pianeti erano più prossimi a tale stato, quelli più pic¬ coli erano più lontani da quello ; e questi ultimi si sarebbero raffreddati più rapidamente. Soltanto il Sole tra di essi dimostra affinità colle stelle. Si è supposto che esso sia passato attraverso gli stati mutevoli che lo spettroscopio ha scoperto tra le unità dell’universo stellare. Le stelle sono state divise in un numero di tipi va¬ rianti coi quali noi conosciamo la loro costituzione, li primo tipo consiste di stelle di un bianco azzurrognolo tra le quali Sirio, la più luminosa di tutte, è la più cospicua. Simili stelle sono più semplici per costitu¬ zione che il Sole, e le atmosfere loro sono poco dense e ricche di null’altro di riconoscibile fuorché idrogeno. Analoghe a quelle sono le stelle del tipo dell’elio, che dimostrano fortemente la presenza di questo gaz.