Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/471

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Appendice F 445 Fu in quell’epoca, sulla terra asciutta (che era la superficie della « London Clay ») bagnata, alle sue coste, dal mare dove andava formandosi la « Coralline Crag », che hanno vissuto gli uomini, i quali hanno fatto gli arnesi dal becco d’aquila. Nel calcare presso alla spiaggia vi è una splendida provvigione di grossi noduli di selce, la quale può aver fornito la materia greggia. Repentinamente, fors’anche quasi violentemente, fu infine asportata dalle acque la barriera attraversante il mare del Nord tra l'Inghilterra e la Norvegia. Le acque diaccie del mare Artico affluirono nel mare Ger¬ manico, ed allora perirono le specie australi che abi¬ tavano le belle conchiglie ; dei grandi banchi di gusci minutamente tritati furono ammassati dalle correnti fredde sopra le terre basse della costiera del Suffolk. Questo fu il principio di quel periodo di grande raf freddamente, contrassegnato da una serie di estensioni e di ritirate delle grandi distese di ghiacciai nordici, la quale serie di alternative vien complessivamente in¬ dicata come il « periodo glaciale ». E questo fu pure il principio del depositarsi del Red Crag nel mare di quei tempi. Gli arnesi di selce che c’interessano — cioè quelli rostro-carenati fatti da uomini nei tempi, relativamente tiepidi, durante la formazione del « Coralline Crag » — furono realmente portati via dai terreni su cui gia¬ cevano (cioè l’argilla londinese) da strati di ghiaccio e vennero ad essere depositati negli strati primitivi di sedimento del Red Crag. La prova irrefragabile di quel trasporto avvenuto in tal modo, si è che moltissimi dei selci a becco d’aquila sono scalfiti ed intaccati sulle loro superfici liscie con quelle striature trasversali e caratteristiche, che si trovano sopra i selci delle morene di un ghiacciaio. Questi segni non possono essere per verun modo pro¬ dotti da altra causa, fuochè dal lavorìo di pietre inse¬ rite entro un poderoso strato di ghiaccio, le quali in¬ taccano con lento moto, ma sotto un’immane pressione,