Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/473

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Appendice F 447 Ma se noi riflettiamo alla grande abilità e sicurezza di mano di già palesata dagli artefici che hanno scol¬ piti gli arnesi di Ipswich (sebbene essi ci appajano rozzi in confronto di quelli del periodo neolitico), noi dobbiamo pur riconoscere che una lunghissima prepa¬ razione, che può produrre la sola esperienza accumu¬ lata da parecchie centinaia di generazioni, doveva es¬ ser stata necessaria perchè l’uomo diventasse capace di dare delle fonile così nettamente determinate, come quelle dei becchi degli uccelli di rapina, e quasi co¬ stanti, perchè riconosciute più atte agli scopi loro, agli utensili di selce. Era pure evidente che all’inizio di una tale scuola multi-millenaria i selci lavorati do¬ vessero riuscire ancora tanto rozzi da non poter essere quasi distinti da quelli greggi. Questo spiega perchè molti scienziati non ravvisano in quegli informi eoliti l’impronta del lavoro dell’uomo ancora più primitivo. Uno scheletro umano è stato di poi trovato ad Ips¬ wich; ma taluno lo ritiene di un’epoca molto più recente di quella degli arnesi di selce ; sebbene anche quello scheletro sia antichissimo e tale da destar sor¬ presa per l’elevatezza e la modernità del tipo in epoca così remota. Esso fu denominato : Pre-Doulder Clay man, cioè : uomo anteriore allo strato post-gla¬ ciale (vedi tabella). Non mi risulta che al di sotto del Red Crag siano state rinvenute delle ossa umane; ed è quindi impos¬ sibile dire quale fosse l’uomo che ha lavorato quelle caratteristiche selci rostro-carenate. Ma dal carattere massiccio degli arnesi suoi si può dedurre che quello fosse pure d’una struttura massiccia e poderosamente muscolosa. Ad ogni modo 1’esistenza dell’uomo Plioce¬ nico non può più ulteriormente essere posta in dubbio da chiunque sappia apprezzare a loro giusto valore le testimonianze naturali. (La presente Appendice è stata in gran parte compi¬ lata sovra articoli di Sir E. Ray Lankester).