Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/50

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32 Lo sviluppo di un pianeta Forme di Pianeti. Questo processo anzidetto, per cui un pianeta aumenta le sue dimensioni coll’assorbire i suoi meno potenti e costanti vicini, comincierebbe prima che, e mentre, esso fosse nello stato liquido. Noi abbiamo ora da considerare, tuttavia, una forma di stabilità indipendente dall’orbita del pianeta, la stabilità della sua forma. Pressoché tutti sanno che una massa li¬ quida in rotazione ha la forma alquanto simile a quella di un’arancia, rigonfiantesi leggermente verso la sua metà, ed un poco appiattita ai suoi poli. La sua forma è dovuta a due cause affatto evidenti. Le attrazioni uguali di gravità tendono a far raggruppare le sue particelle in una sfera regolare. Le forze centrifughe entrando in gioco tendono a far volar via le particelle nello spazio. Ma una particella sull’equatore del globo va viaggiando con una velocità molto maggiore di quella sul circolo Artico (dove, quanto più una par¬ ticella è vicina al polo, tanto minore è la sua velocità di rotazione e tende ad approssimarsi allo zero al polo stesso). Quindi all’equatore la forza centrifuga verso l’esterno tende a contrastare in maggior grado l’attrazione della gravità verso l’interno. Per dirla diversamente, una particella all’equatore virtualmente pesa di meno che al polo, ed è spinta all’infuori maggiormente dalle particelle che pesano di più. Quindi una sfera rotante sul proprio asse ha un diametro maggiore attraverso al suo circolo equatoriale che da polo a polo. Una sfera rotante diventa adunque uno sferoide ; e quanto più rapida essa gira, tanto più piatta essa diventa. 1 pianeti ci forniscono un’illustrazione di que¬ sto, perchè Giove è più piatto che Marte : un risultato presumibilmente dovuto ad una disparità nella loro