Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/59

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L’origine dei satelliti 41 fosse per progredire in entrambe le vie. Il prevedere rettamente il destino di essa avrebbe richiesto in verità una non comune perspicacia in un intelligente spettatore. Sebbene il freno solare sulla rotazione sua, non avesse più di un undicesimo del potere che aveva su quella di Venere, esso cionondimeno bastò du¬ rante innumerevoli età per ritardare l’accelerazione da raggiungere l’apice che implica l’instabilità. Il nostro pianeta allo stato d’embrione aveva da lungo tempo cessato di essere una nebulosa e si era ristretto pel raffreddamento pressoché alle sue attuali dimensioni, prima che il dado fosse gettato. Allora finalmente i precipitevoli effetti della contrazione prevalsero sopra il rallentamento prodotto dall’attrito delle maree, la velocità assiale prevalse sul semplice equilibrio, e lo sferoide (1) si divise. « Ora i globi per tal modo assai maggiormente pro¬ grediti in condensazione sono atti a fondersi meno disugualmente che i globi in uno stadio più primi¬ tivo ; e la Luna, perchè nata tardi, era di grande di¬ mensione. A cagione delle circostanze eccezionali della sua nascita, della sua considerevole massa relativa, 0 della sua velocità iniziale ristretta, la Luna resse sulla Terra il maneggio dell'influenza delle maree, in modo considerevolmente più potente di quello esercitato dai suoi camerati nel dominio del Sole ». (Sarà osservato che in questi paragrafi Miss Clerke adottò l’ipotesi di Sir G. H. Darwin circa all’erom- pere della Luna dalla Terra). In nessun altro sistema di satellite, che noi cono¬ sciamo è possibile la stessa condizione di cose, 0 gli stessi risultati di quella. Nessuna luna all’infuori della nostra possiede una riserva di quantità di moto grande abbastanza per (1) Apioide, ossia foggiato a pera.