Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/65

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Sfere che si raffreddano 47 Tuttavia, prima di esporre qualsiasi spiegazione ra¬ gionata delle cause vulcaniche che adducono alla co¬ stituzione della crosta della Luna come noi adesso la osserviamo, torna gradita una breve descrizione della faccia della Luna. Una descrizione ben adatta allo scopo è stata fatta dal Prof. Shaler nel suo scritto « Paragone delle ca¬ ratteristiche della Terrae della Luna», dal quale to¬ gliamo i seguenti brani : La faccia della Luna - Pianure. « Facendo ritorno adesso alla forma ed alla strut¬ tura della crosta della Luna, noi osserviamo che essa differisce molto da quella della terra. Considerando dapprima le caratteristiche le più generali, noi notiamo che non ve n’ha nessuna di queste grandi creste e solchi — i continenti ed i bacini dei mari. « Una porzione della superficie, principalmente nell’e¬ misfero del Nord, è occupata da vaste pianure, che nella loro configurazione generale si mantengono più costan¬ temente prossime al piano orizzontale che qualunque area di uguale ampiezza sulla superficie dei territori o sul piano dell’oceano sulla Terra, sebbene quelle siano recinte da parecchie leggere irregolarità. Queste aree di pianure aspre, tinte di color fosco sono i mari o maria dei selenografi, e sono cosi chiamati perchè anticamente essi furono, per la loro natura relativa¬ mente livellata, supposti essere aree di acqua. Questi maria occupano circa un terzo della superficie visibile. La loro altitudine è di qualche poco minore di quella della crosta al di fuori dell’area loro ». Assenza di erosione. « La restante porzione della Luna è estremamente scabra. Egli è evidente che l’inclinazione media dei pendìi è molto maggiore di quanto sia sulla Terra.