Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/73

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Sfere che si raffreddano 53 fosse semplicemente di ajuto all’azione vulcanica nel formare, o nell’ajutare a formare, dei crepacci nella crosta. Un vulcano è primitivamente una crepa nella crosta di un pianeta. La crosta della Luna deve es¬ sere stata una volta molto sottile, e l’interno ribollente deve averla spezzata intieramente con facilità. Una seconda falla nell’analogia è la natura dell’ebol¬ lizione o gorgogliamento. Deve di nuovo essere ripe¬ tuto che l’attrazione di gravità della Luna stessa sui proprii suoi materiali è relativamente piccola, e questo influenzerebbe altrettanto la sfuggita dei gaz quanto i movimenti dei liquidi ribollenti sulla sua superficie e nell’interno suo. La Terra, noi ne siamo affatto certi, non si raffreddò sino ad un grado approssimantesi ad una temperatura uniforme da un’estremità all’altra ed in ogni punto prima che fosse formata una crosta su di essa. Ma nella massa più leggera della Luna, egli è possibile che l’ebollizione ed il gorgogliamento abbiano continuato per tanto tempo che, quando sono cessati, la totalità del nostro satellite fosse ad una temperatura non molto al disopra del calore della sua lava, per modo che l’ulteriore raf¬ freddamento fosse uniforme. Vi sono delle obbiezioni a questa teoria, ma sembra probabile che l’intiera massa della Luna sia divenuta solidificata pressoché nello stesso tempo e ad una medesima temperatura. Crateri della Terra paragonati con quelli della Luna. Sulla Terra non vi sono crateri paragonabili per di¬ mensioni ai grandi ed antichi crateri della Luna. Questi crateri furono probabilmente formati nella giovinezza della Luna, in un’epoca in cui la crosta era diventata solida, ma era sottilissima, ed andava continuamente screpolandosi ed aprendosi. Se mai vi furono dei era-