Pagina:Grew - Lo sviluppo di un pianeta, 1914.djvu/97

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Analogie planetarie 75 questi sono descritti come « canali raddoppiati ». Una gran proporzione di questi corrono a confluire, in loca¬ lità dapprima dette « laghi », ed ora conosciute come « oasi ». Queste sono apparentemente racchiuse e concentrate in loro stesse. Esse sono piccole, scure e per quanta maggior precisione ci è concessa, rotonde. L’antecedente ragguaglio dell’apparenza della faccia di Marte porrà in grado chiunque di intendere l’inter¬ pretazione di essa che è stata offerta dal Lowell. Egli riguarda queste linee sulla superficie del pianeta come artificiali: ed egli presume che esse sieno fatte collo scopo di trasportare l’acqua da una parte del pianeta ad un’altra. Essi sono, a dirla brevemente, le caratteri¬ stiche di un vasto sistema d’irrigazione, che si è molti¬ plicato in ampiezza e complessità via via che l’acqua del pianeta veniva meno, e che può aver occupato parecchi secoli, od epoche, per la sua costruzione. La loro funzione presentemente è di trasportare l’acqua derivante dalla fusione delle nevi polari nella stagione di primavera; e per tal modo di render pos¬ sibile la continuazione della vita vegetativa sul pia¬ neta. Un punto di controversia circa i canali si è la loro invisibilità di tanto in tanto. Essi appariscono e spariscono : e, secondo i critici delle teorie di Lowell, le carte geografiche che sono state fatte di essi di tanto in tanto non sono d’accordo. L’apparizione e la spa¬ rizione dei canali, secondo Lowell, deve attribuirsi al¬ l’estensione di vegetazione che è richiamata in esi¬ stenza con profitto mediante quelli, perchè ciò che gli osservatori vedono non è il canale stesso, ma la frangia dello sviluppo delle piante che esso irriga. Tale è la teoria, ed essa assegna al pianeta Marte l’esistenza di una razza di esseri intelligenti, i quali o adesso, od a qualche prececedente stadio nella storia loro, hanno posseduto un’abilità d'inge¬ gneria di primissimo ordine. Egli non è necessario