Pagina:Guglielminetti - Anime allo specchio, Milano, Treves, 1919.djvu/38

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28 l’opinione degli altri

pure che avvalorava con questo silenzio circospetto le opinioni della maldicente brigata.

Nè egli cercò per l’avvenire di mettere sè e l’amica al riparo dal sospetto tanto la serenità della loro innocenza lo faceva inconsciamente sicuro e temerario.

Ferdinando Guerrieri era una singolare figura di scienziato moderno, irrequieto di cuore e di spirito, tormentato da troppe incoerenze sentimentali e da troppe curiosità intellettuali per trovare nelle pacate blandizie del matrimonio quel soddisfacimento dell’anima e quella pace dei sensi che vi aveva da principio cercato e s’era illuso di possedere. Quella moglie giovine, bella, innamoratissima gli pareva ormai dopo alcuni anni di fedeltà una piccola tiranna un po’ troppo dispotica alla quale occorreva sacrificare parecchie di quelle magnifiche teorie di libertà reciproche e di opportuni adattamenti ch’egli bandiva dai libri e dalla cattedra ma che riuscivano in pratica di difficile attuazione.

Gustavo Montevarchi lo sollevava alquanto da tutta la parte decorativa dello stato coniugale la quale pesava enormemente al suo spirito sdegnoso e intollerante e gli accompagnava la moglie al teatro, alle corse e alle conferenze assoggettandosi a quell’ufficio di cavaliere o, come egli stesso diceva sorridendo, di vicemarito, con una perfetta grazia