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252 storia d'italia

tenuto se non a quello che era in potestá sua di restituire, e che l’autoritá sua non si distendeva a comandare a’ capitani e a’ castellani, che nella Calavria nell’Abruzzi a Gaeta, e in molte altre terre e fortezze, l’aveano ricevute in custodia dal re e non da lui. Sopra che poi che si fu disputato alcuni dí, furono condotti a Baia, simulando Ferdinando di volergli lasciare partire: dove, sotto colore che ancora non fussino a ordine i legni per imbarcargli, furno sopratenuti tanto, che sparsi tra Baia e Pozzuolo, per la mala aria e per molte incomoditá, cominciorno a infermarsi; talmente che e Mompensieri morí, e del resto della sua gente, che erano piú di cinquemila uomini, ne mancorno tanti che appena se ne condusseno cinquecento salvi in Francia. Verginio e Paolo Orsini, a requisizione del pontefice giá deliberato di tôrre gli stati a quella famiglia, furono rinchiusi in Castello dell’Uovo, e le loro genti, guidate da Giangiordano figliuolo di Verginio e da Bartolomeo d’Alviano, furono per ordine del medesimo svaligiate nell’Abruzzi dal duca d’Urbino; e Giangiordano e l’Alviano, i quali prima per comandamento di Ferdinando, lasciate le genti nel cammino, erano ritornati a Napoli, furno incarcerati; benché l’Alviano, o per industria sua o per secreto consentimento di Ferdinando, da cui era stato molto amato, ebbe facoltá di fuggirsi.

Dopo la vittoria di Atella Ferdinando, dividendo per la recuperazione del resto del regno l’esercito in varie parti, mandò a campo a Gaeta don Federico e Prospero Colonna; e nell’Abruzzi, ove giá l’Aquila era ritornata alla divozione aragonese, Fabrizio Colonna: egli, presa per forza la rocca di Sanseverino, e fatto per terrore degli altri decapitare il castellano e il figliuolo, andò a campo a Salerno; ove il principe di Bisignano, andato a parlargli, accordò per sé per il principe di Salerno per il conte di Capaccio e per alcuni altri baroni, con condizione di possedere i loro stati ma che Ferdinando, per sua sicurtá, tenesse per certo tempo le fortezze: il quale accordo fatto, andorno a Napoli. Né fu nello Abruzzi fatta molta difesa, perché Graziano di Guerra, che vi era con