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188 storia d'italia

principe a nutrire questo incendio tanto pernicioso allo stato suo, e la plebe, conoscendo quel che da principio era forse stato sedizione essere diventato ribellione, si accosterebbe a qualunque gli desse speranza di difenderla. Ma da altra parte si ingegnavano gli oratori mandati al re dal popolo di Genova di giustificare la causa loro, dimostrando non altro avere incitato il popolo che la superbia de’ gentiluomini, i quali, non contenti degli onori convenienti alla nobiltá, voleano essere onorati e temuti come signori. Avere il popolo tollerato lungamente le insolenze loro, ma ingiuriati finalmente, non solo nelle facoltá ma nelle persone proprie, non avere potuto piú contenersi; e nondimeno non essere proceduti se non a quelle cose senza le quali non poteva essere sicura la libertá loro, perché partecipando i nobili negli uffici per parte eguale non si poteva, per mezzo de’ magistrati e de’ giudici, resistere alla tirannide loro: tenendosi per Gianluigi le terre delle riviere, senza il commercio delle quali era come assediata Genova, in che modo potere i popolari sicuramente usarvi e conversarvi? Il popolo essere stato sempre divotissimo e fedelissimo della Maestá regia, e le mutazioni di Genova essere in ogni tempo procedute piú da’ gentiluomini che da’ popolari. Supplicare il re che, perdonati quei delitti che contro alla volontá universale erano stati nell’ardore delle contenzioni commessi da alcuni particolari, confermasse la legge fatta sopra la distribuzione degli uffici, e che le terre della riviera fussino governate col nome publico. Cosí godendo i gentiluomini onoratamente il grado e la degnitá loro, goderebbono i popolari la libertá e la sicurtá conveniente, per la quale non si faceva pregiudicio ad alcuno; e ridotti per l’autoritá sua in questa tranquillitá, adorerebbono in perpetuo la clemenza la bontá e la giustizia del re.

Erano stati molestissimi al re questi tumulti, o perché gli fusse sospetta la licenza della moltitudine o per la inclinazione che hanno comunemente i franciosi al nome de’ gentiluomini, e perciò sarebbe stato disposto a punire gli autori di queste insolenze e a ridurre tutte le cose nel grado antico; ma temendo che se tentava rimedi aspri i genovesi non ricorressino