Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. III, 1929 – BEIC 1846967.djvu/33

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro nono - cap. vi 27

aiuti de’ franzesi; talmente che non potrebbe difendersi contro a tanti inimici, e da una guerra tanto repentina, lo stato di Milano.

Cominciò in un tempo medesimo la guerra contro a Ferrara e contro a Genova. Perché, con tutto che ’l duca di Ferrara, contro al quale procedeva, per accelerare l’esecuzione, come contro a notorio delinquente, gli offerisse di dargli i sali fatti a Comacchio e obligarsi che non vi se ne lavorasse in futuro, licenziati di corte i suoi oratori, mosse le genti contro a lui; le quali, con la denunzia solamente di uno trombetto ottennono, non le difendendo Alfonso, Cento e la Pieve: le quali castella, appartenenti prima al vescovado di Bologna, erano state da Alessandro, nel matrimonio della figliuola, applicate al ducato di Ferrara; data ricompensa a quel vescovado di altre entrate. Contro a Genova andorno undici galee sottili de’ viniziani, delle quali era capitano Grillo Contareno, e una di quelle del pontefice, in sulle quali erano Ottaviano Fregoso Ieronimo Doria e molti altri fuorusciti, e nel tempo medesimo per terra Marcantonio Colonna con cento uomini d’arme e settecento fanti; il quale, partitosi dagli stipendi de’ fiorentini e soldato dal pontefice, si era fermato nel territorio di Lucca sotto nome di fare la compagnia, spargendo voce d’avere poi a passare a Bologna: la stanza del quale benché avesse dato a Ciamonte qualche sospetto delle cose di Genova, nondimeno, non sapendo dovere venire l’armata, ed essendosi astutamente, per opera del pontefice, divulgato che le preparazioni per muoversi che giá facevano i svizzeri e il soprasedere di Marcantonio fussino per assaltare all’improviso Ferrara, non aveva Ciamonte fatto altra provisione a Genova che di mandarvi pochi fanti. Accostossi Marcantonio con le sue genti in val di Bisagna, uno miglio presso alle mura di Genova, con tutto non fusse stato ricevuto, come il pontefice si era persuaso, né in Serezana né nella terra della Spezie; e nel tempo medesimo l’armata di mare, che aveva occupato Sestri e Chiaveri, era venuta da Rapalle alla foce del fiume Entello, che entra in mare