Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. IV, 1929 – BEIC 1847812.djvu/225

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro quintodecimodecimo - cap. viii 219

Urbino con le genti viniziane andò a campo a Garlasco, terra forte di sito, fossi e ripari, dove erano quattrocento fanti italiani; il quale, posto tra Pavia e Trumello di lá dal Tesino, dove egli aveva disegnato di alloggiare, interrompeva non solo a lui ma a tutto il resto dello esercito le vettovaglie: e fatta la batteria gli dette il dí medesimo l’assalto, nel quale essendo quasi ributtato, molti de’ suoi passorono per l’acqua de’ fossi insino alla gola, essendovi ancora alcuni de’ fanti di Giovanni de’ Medici; e assaltorono con tale impeto che vi entrorono per forza, con grandissima uccisione di quegli di dentro. Accostossi dipoi l’esercito a San Giorgio verso la Pieve al Cairo, per accostarsi a Sartirano, terra forte situata in sulla riva di qua dal Po, e opportuna a impedire loro le vettovaglie; alla custodia della quale erano Ugo de’ Peppoli e Giovanni da Birago con alcuni cavalli e con [secento] fanti. Ma andatovi Giovanni d’Urbina, coll’artiglierie e con dumila fanti spagnuoli, espugnò prima la terra e poi la rocchetta, uccisi quasi tutti i fanti e presi i capitani. Mossonsi i franzesi per soccorrere Sartirano, ma prevenuti dalla celeritá degli inimici, inteso nel cammino quel che era succeduto, fermorno tutto l’esercito a Mortara.

Né ancora nell’altre parti del ducato di Milano procedevano felicemente le cose loro. I soldati lasciati in Milano costrinsono ad arrendersi la terra di San Giorgio sopra Moncia, dalla quale andavano vettovaglie a Biagrassa; Vitello ricuperò la terra della Stradella, gli uomini della quale costretti dalla iniquitá de’ soldati aveano chiamato fanti da Lodi; Paolo Luzzasco scontratosi in molti cavalli de’ franzesi gli messe in fuga; e Federico da Bozzole andato da Lodi ad assaltare Pizzichitone ne riportò, in cambio della vittoria, ferite e morti di molti de’ suoi. Solamente, alcuni cavalli de’ franzesi, scorrendo tra Piacenza e Tortona, tolsono quattordicimila ducati mandati allo esercito di Cesare.