Pagina:Guida della città e provincia di Bergamo.djvu/8

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dalla guarnigione straniera assediata in Rocca dalla cittadinanza, ed un corpo di volontari si recò a Brescia per soccorrere quella città stretta dalle forze preponderanti di Hainau. L’8 Giugno 1859, successa la battaglia di Magenta, colla partenza delle milizie straniere Bergamo rimase libera. Nel 1860 un contingente di quasi 200 Volontari prese parte alla spedizione dei mille contro i Borboni di Napoli.

La provincia Bergamasca dai tempi romani al secolo XI° XII° fino al XVI° avea per confini: ad oriente il lago Sebino; ad occidente il Lario e l’Adda; a settentrione le Alpi Retiche; a mezzo giorno si estendeva fino a Casalbuttano; sicchè da questa parte comprendeva il Cremasco, mentre da settentrione abbracciava la massima parte della Valtellina. Con legge 23 fiorile anno 9 la circoscrizione provinciale bergamasca subì delle modificazioni. Alcune altre all’instaurazione del dominio austriaco. Sui primordi del governo nazionale fu distaccata da Bergamo la Vallecamonica per essere unita a Brescia. Oggi conta quindi una superficie di 266 mila ettari con 350 mila abitanti.

Il territorio è ineguale, e variato. Di cinque parti, una sola non è occupata da colline e montagne.

I fiumi principali sono il Serio, il Brembo,