Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/18

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6 I DINTORNI DI FIRENZE.

Il lavabo, molto guasto dal tempo, fu scolpito da Benedetto da Rovezzano. Nel gran corridojo, nella stanza del lavabo e nell’antica cucina monastica è raccolta una ricca collezione di gessi e di modelli di varj artisti del decorso secolo fra i quali Lorenzo Bartolini, il Pampaloni, il Pagliaccetti.

All'esterno è una ricca fontana de’ primi del XVII secolo.

Al piano superiore è un magazzino di deposito di quadri appartenenti alle RR. Gallerie.

Manicomio Provinciale Vincenzo Chiarugi. — Fu edificato sul declinare del secolo scorso col disegno dell’architetto Giacomo Roster. È costituito da un grande edifizio centrale e da una quantità d'altre fabbriche staccate o padiglioni ordinati e disposti secondo i dettami della scienza moderna e può accogliere un numero notevolissimo di dementi.

Palazzo del Guarlone — É oggi uno dei fabbricati che costituiscono il Manicomio. Nel restaurarlo, l’Arch. Roster volle conservargli il carattere di un edilizio di stile del rinascimento, per quanto della sua forma originaria restassero poche tracce.

Fu in antico una dipendenza del monastero di S. Salvi e servì generalmente di comoda dimora agli Abati Vallombrosani. Più tardi fu ridotto a fattoria o casa d’amministrazione dei beni che i Vallombrosani possedevano nel Pian di S. Salvi.

Quando i monaci Vallombrosani vollero erigere una grandiosa cappella per collocarvi le ossa di S. Giovanni Gualberto, commisero il lavoro a Benedetto scultore detto da Rovezzano, coll’obbligo di eseguirlo in alcune stanze del palazzo del Guarlone. Il 16 gennaio 1506 l’artista si pose all’opera e in dieci anni la condusse a termine. Però i monaci non si trovarono concordi nel determinare in quale delle loro chiese la cappella doveva essere eretta e le varie parti dell’opera bellissima di Benedetto rimasero in deposito in questo luogo, dove nell’assedio del 1530 furono sconciamente deturpate e mutilate dalle milizie straniere. Così non si parlò più della costruzione della