Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/368

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
318 I DINTORNI DI FIRENZE.

nel 1730 nei Cini-Rossi e successivamente negli Strozzi e nei Samminiatelli.

Il Balestro. - Casa Paoletti e di altri. — Lungo la via dell’Olmicino si trova un gruppo di case da pigionali le quali conservano tutti i caratteri di una grandiosa villa probabilmente dei Della Tosa.

Oratorio della Madonna del Piano. — In origine era un semplice tabernacolo che sorgeva presso il torrente Zambra, in mezzo alla pianura spoglia di alberi e un giorno paludosa. Poi per devozione verso un’antica immagine della Madonna che il popolo ritenne protettrice dei campi e dispensatrice di grazie, fu eretto ai primi del XVII secolo il grazioso oratorio che tuttora è oggetto di pubblica venerazione. E di eleganti proporzioni ed è preceduto da un portico. Sull’altare è un affresco mezzo coperto, colla Vergine e il bambino che ricorda la maniera dello Starnina. L’oratorio fabbricato dalla famiglia Lapini della quale si vede tuttora lo stemma sulla porta, fu sempre una dipendenza della villa oggi di proprietà Targioni.

Le Forbici. - Villa Corsi. — Possesso dei Della Tosa fino dal XIII secolo, questa villa ebbe nome dalle forbici da lana che costituiscono lo stemma di quell’antichissima e celebre famiglia, in odio alla quale questa ed altre sue case di campagna vennero smantellate dai Ghibellini dopo la vittoria di Montaperti. Ai Della Tosa appartenne la villa o palazzo delle Forbici fino all’estinzione della famiglia e dopo alcuni passaggi esso pervenne nel XVII secolo nella famiglia Brandi la quale ne rimase in possesso fino agli ultimi del settecento.

Rimaggio e Rimaggiolo. - Case coloniche. — In questa località posta lungo la via che da Sesto conduce a Brozzi e che prende nome dal maggiore fra i rivi che scendono dai poggi vicini, aveva case da signore fino da’ primi del XV secolo la famiglia Pasquini che per la pieve di S. Martino fece scolpire un bellissimo ciborio di pietra. All’estinzione della famiglia la villa ed i vicini poderi andarono nel 1650 in possesso delle Monache di S. Anna sul Prato. Oggi non vi sono che poderi e case coloniche di varj proprietarj.