Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/370

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320 I DINTORNI DI FIRENZE.

della Scala ed i figli di lui li alienavano nel 1775 ad Angiola Grifi nei Rosati. I Rosati tennero la villa fino al 1802 rivendendola a Giovanni e Lodovico di Niccolò Brunelli i successori dei quali ne erano in possesso fino a pochi anni addietro.

Querceto o II Toso. - Villa Borgheri. — Era uno dei molti possessi che la potente famiglia Della Tosa ebbe fin dal XIII secolo nel territorio di Sesto. Il nomignolo di Toso trasformato in seguito per corruzione in quelli di Teso ed anche Tasso e Tosto fu dato da questa famiglia per distinguer la villa da altra che aveva quello di Tosa. Ai primi del XV secolo essa era passata in mano della famiglia de’ Petrucci coltriciai, la quale l’ebbe per circa un secolo. Nel 1530 era di Bernardo di Giovanni Acciajuoli. Più tardi l’ebbero i Gianfigliazzi, poi i Del Rosso che l'unirono ai beni della loro commenda di S. Stefano e da loro andò successivamente nei Capponi.

Querceto. - Villa Thierry. — Di questa villa, una fra le più belle di questa collina, i più antichi possessori appariscono i Mattei del gonfalone Vajo che l’avevano ai primi del XV secolo. Nel 1427 Piero di Bartolommeo dichiarava che la casa da padrone era mezza rovinata. Nel 1480 succede nella proprietà Barone di Giovanni Cappelli al quale appartenevano altri beni in questi luoghi. Luigi Cappelli vendè nel 1534 la villa a Tullio Signorini; nel 1637 passò in Vincenzo Bigordi della famiglia de’ celebri pittori conosciuti col nome di Ghirlandajo, nel 1697 in Domenico Maria Farsi e poi in Luigi Gualtieri. La comprano nel 1743 i Pecori per rivenderla nel 1749 ad un Carlo Martini di nazionalità inglese. Nel 1761 è de’ Michelozzi, nel 1768 dei Da Filicaja, poi dei Cateni.

Presso la villa è un antico tabernacolo collo stemma dei Cappelli.

Sommavilla o il Melarancio. - Villa Alinari. — Nel primo catasto del 1427 la casa da signore denominata «Sommavilla» apparteneva ad un Nanni di Latino o Latini ascritto al gonfalone del Lion d’Oro. Egli la vendette nel 1475 a Lionardo e Girolamo di Giovan Battista Bencini oliandoli, dai succeesori de’ quali, acquistavala nel 1548 Francesco