Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/117

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— Era così, credo io, il senso del brindisi di Beauvoir.

— Il vostro nome fu immischiato alla conversazione tenutasi al pranzo dei Frères Provenceaux.

— Perfettamente. De Beauvoir chiese a Dujarier: Quando finirete Dumas, per cominciare il mio appendice? Ora, Dujarier era un uomo che sapeva separare con cura il piacere dagli affari; sentir parlare del giornale, quand’egli voleva sentir parlare di cena, lo irritò. Dovette sembrargli qualcosa di insolente. Allora insistetti, che si incominciasse col duello con de Beauvoir; perchè, non basandosi su alcun chè di serio, sarebbesi accomodato e avrebbe reso impossibile il secondo scontro.

— A proposito del giuoco, che ne sapete?

— Non mi ricordo ciò che disse su tale soggetto.

— Nella serata, a quanto ammontarono i guadagni?

— Ho inteso a dire che de Beauvallon aveva guadagnato da tre a quattro mila franchi e che Dujarier n’aveva perduti da settecento a mille. Ma ciò non sorprendeva: Dujarier abitualmente guadagnava o perdeva una tale somma. Dujarier non si batteva con entusiasmo. Mi diceva: «non posso farne a meno». La vigilia del duello tornò da me; per passare, egli diceva, le suo ultime ore con le persone che amava. All’una del mattino egli non sapeva nè l’ora, nè il luogo dello scontro. Egli sapeva solo che si sarebbe battuto alla pistola, perchè lo aveva imposto lui.

L’avvocato generale Rieff finì la sua requisitoria, con queste parole:

«La causa vera del duello si trova nelle polemiche di confronti ingaggiatisi tra le Globe e la Presse.

«Allorchè due scrittori, due giornalisti, si scambiano giornalmente ingiurie e contumelie, è impossibile che il fiele non penetri nel cuore. De Beauvallon e Grenièr de Cassagnac erano cognati. Beauvallon si è dato a sostenere Grenièr de Cassagnac; ecco la ragione vera del duello. Tutti i testimoni han deposto che si trattava di animosità giornalistica e lo stesso Dujarier lo confessò a Bertrand e a Dumas, a cui disse: «Mon cher ami, c’est un combat entre le Globe et la Presse; une querelle de boutique».