Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/207

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dici; tanto più quando il leso si dichiarava a lei stanco e mezzo svenuto...; tuttociò suffragato da prove e testimonianze, ecc., ecc. Davvero bisognerebbe che avessi perduto il cervello.

I padrini hanno già, come si dice nel verbale, delle prove di fatto per esonerarsi da ogni responsabilità, permettano dunque, che il povero dottore ritiri la sua coda dalla trappola di S. Pietro, giacchè lo può fare al braccio della più bella cosa del mondo: della «verità».

La ringrazio, egregio direttore, della sua bontà. Le scriverò ancora se vorrà essere tanto buono di accogliere i miei scarabocchi tirati giù di prima mano, e mi tenga per

Suo devotissimo
Dott. Carlo Vanzetti».


Ed eccoci alla fine del doloroso dramma:


Udienza del 16 settembre.

«Da ultimo l’imputato avv. Muratori pronunzia alcune parole in difesa propria e dei coimputati, dichiarando, anche a nome del Montepagani, che essi vogliono dividere intiera la responsabilità col De Witt.

Alle 4,35 (16,35) il presidente legge le questioni1 ai

  1. Questioni che si propongono ai signori Giurati per Eugenio De Witt:

         Prima Questione Principale. — Siete convinti che l’accusato Eugenio De Witt abbia nelle prime ore antimeridiane del 19 luglio 1884, nel Parco di una Villa a Quinto, Mandamento di Sesto Fiorentino, durante un duello alla sciabola avuto col prof. Cesare Parrini in seguito a disfida da esso accusato accettata, cagionato al Parrini stesso, durante il duello, fra le altre, una lesione al basso ventre che fu la causa unica, necessaria e diretta della di lui morte, verificatasi nel 22 di questo stesso mese?