Pagina:I Duelli Mortali Del Secolo XIX, Battistelli, 1899.djvu/286

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La vertenza, com’era da prevedersi, dopo la lettera ora riferita, si inasprì al punto che i due antagonisti si permisero di scambiarsi lettere insultanti!


I rappresentanti delle parti furono sostituiti e i nuovi riunitisi riconobbero al sottotenente Sacco il diritto alla scelta delle armi. L’ufficiale volle la pistola, mentre i rappresentanti del Serraino proposero di sottoporre all’esame di un giuri d’onore il grado dell’offesa.

Il giuri d’onore composto dal Cav. Giulio D’Alì-Staiti, dal Cav. Francesco Minaudo, dai tenenti colonnelli Chiotti e Cavalli e dal maggiore Inverardi, sentenziò che l’offesa era gravissima con oltraggio.


Malgrado l’apprensione, che dominava in tutti, per la specie del duello cui andavano incontro i due avversari, la mattina del 3 marzo alle ore 6 ¾ gli antagonisti si trovarono di fronte sulla pianura della Salina Grassa, dei signori Piacentino.

Il Serraino faceva fronte a Sud-Ovest ed aveva come sfondo il monte Erice; il Sacco guardava a Nord-Est, facendogli di sfondo il gruppo delle Egadi. Il sole nascente illuminava egualmente i due combattenti. Lo spazio, che separava i due avversari, era di 25 metri.

Il sottotenente Sacco tirò per primo. Il Serraino, illeso, rispose e la palla entrò nel fianco destro del sottotenente, penetrando fino nel bacino.

Il Serraino si appressò, commosso, all’infelice Sacco e gli stese la mano, e il sottotenente, sorridendo, la strinse.