Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/151

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80 I Nibelunghi

Egli e Gernòt e d’ambo esti gagliardi
15I valorosi gli ospiti e gli amici
Accoglieano cortesi, e come suolsi
Per onore adoprar, lor fean saluti
Ambo i due prenci. Aurifulgenti selle
Recavan quelli ne la terra, e targhe
20Dipinte e vesti prezïose al Reno
Recavan seco per la festa. Molti,
Ancor feriti, vidersi a que’ giorni
Lieti e festanti, e chi giaceasi ancora
In letto e per sue piaghe avea rancura,
25Veramente obbliò quanto è la morte
E dura e trista. Gli egri ancor cessaro
Da’ lor lamenti, e pei giorni alla festa
Regale indetti ebbero gaudio e gioia
Alle novelle. Oh sì! dolce la vita
30Trarre ei volean nell’ospitai dimora;
E di là da misura alta letizia
Con gioia superante ebber le genti,
Che là trovârsi, tutte. In quella terra
Di re Gunthero fùr sollazzi molti.
     35Ad un mattin di Pentecoste in folla