Pagina:I Vicerè.djvu/497

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

I Vicerè 495

cinque persone che lo aspettavano, e per tutta la durata del pranzo parlò della moltitudine delle sue faccende, delle combinazioni politiche, degli affari pubblici; un fattorino del telegrafo gli portò due dispacci, dei quali egli firmò la ricevuta masticando a due palmenti, macchiando d’inchiostro il tovagliolo che teneva appeso al collo. Le persone che traversavano il caffè lo salutavano, egli rispondeva loro, interrompendosi con un «Cavaliere!...» o un «Caro commendatore!...» Alle frutta, aveva una piccola corte d’intorno alla quale parlava, con grande animazione, di Roma, di quel che bisognava fare per renderla degna dei suoi destini, per affermarne l’italianità, per tenere a segno il Vaticano. Finito il pranzo, un po’ allegro, prese a braccio Consalvo il quale fremè a quel contatto; ma il deputato, con un sorriso che voleva essere discreto ed era beato, esclamò: «È dura la via della politica, specialmente quando bisogna lavorare per vivere; ma, in fin dei conti, procura anch’essa qualche soddisfazione!... E voi, principino, non pensate di mettervi nella vita pubblica?...»

Parole dette così, sbadatamente, per continuare a parlare; ma Consalvo ne fu abbagliato. Stanco, infastidito, disgustato dalle chiacchiere dell’Onorevole, dalla confidenza con la quale lo trattava, da quell’ignobile pranzo che aveva dovuto ingozzare per forza, egli si vide in un momento schiuder dinanzi, diritta ed agevole, la via che andava cercando, quella che d’un umile faccendiere come Mazzarini faceva un uomo importante, riverito e corteggiato; quella che permetteva di raggiungere la notorietà e la supremazia non in una sola regione o sopra una sola casta, ma in tutta la nazione e su tutti. Deputato, ministro — Eccellenza! — presidente del Consiglio, Vicerè per davvero; che cosa occorreva per ottenere quei posti? Nulla, o ben poco. Mazzarini aveva parlato delle aspre lotte sostenute nel proprio collegio; ma il duca di Oragua non possedeva un feudo elettorale che, naturalmente, sarebbe passato al nipote? Per farsi conoscere, l’avvocato aveva dovuto crearsi pazien-