Pagina:Il Canzoniere di Matteo Bandello.djvu/303

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300 Matteo Bandello







VI.


A Vittoria Colonna, che vedova, vedemmo, nel 1525 del suo consorte, lo pianse in dolenti rime e lo vantò come il suo «sole». È tra i sonetti editi dal Mandalari, l. cit.


Contrario al tuo bel sol non è mai stato
     Donna gentil il ciel, quando tu puoi1
     Portarlo da gli Esperii a i liti Eoi,2
     4E indi alzarlo sovra il ciel stellato.
Ch’a questo ogn’altro stile è mal limato,
     E sarà sempre, e sol i versi tuoi,
     Porranlo fra’ famosi, antiqui Eroi,
     8Ch'han dopo morte eterna fama a lato.
Né ti scusar ch’a tant’ardor concetto
     Ti manchi ugual, ch’a quel che tocchi segno
     11Dei nostri tempi stile ancor non sale.
Dispiega dunque in carte il bel disegno3
     Fatto da quel felice alto intelletto
     14Che teco il tuo bel sol farà immortale.






    V. 8. Vanni, ali, s’accorda con gir a volo del verso precedente, con cui indica la rapidità delle mosse e delle vittorie.

    V. 11. Accenna alla sconfitta dei Francesi al Ticino.

    V. 12. Questo stesso concetto è nel son. seguente, v. 1; e la prova la vede nel fatto che gli diede in moglie la celeberrima poetessa Vittoria Colonna, donna per animo e per intelletto preclara.

  1. V. 2. Donna gentil. Nei Canti XI al C. IV, in una rassegna di poeti e poetesse, dice: «Evvi la Donna di Pescara degna | Che se le sacri l’Hederà e l’Alloro».
  2. V. 3. Portarlo con la fama dall’occidente all’oriente, e cioè da un capo all’altro del mondo, coi versi tuoi.
  3. V. 12. Il bel disegno fatto da quell'alto intelletto potrebbe essere quel «Dialogo di Amore che egli molto probabilmente compose nel 1512, dopo la Battaglia di Ravenna» (Mandalari).