Pagina:Il Ducato di Trento nei secoli XI e XII.djvu/39

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serve, vera proprietà dei loro padroni, che non potevano possedere nulla in proprio, cho coltivavano terre signorili, e costrette a maritarsi secondo il beneplacito dei padroni, cui appartenevano anche i figli, che di frequente si dividevano con altro comproprietario, come p. e. se l'uomo servo di uno sposava donna serva di altro signore. Tali famiglie di servi si vendevano, si comperavano, si cambiavano e si ereditavano, corno qualunque altra proprietà, feudo per feudo ed allodio per allodio. Erano questi gli uomini detti di macinata, obbligati altresì a prestazione di uffici personali al padrone, o che gli servivano nelle masnade con cui conculcavano il popolo, sostenevano lo offese dei vicini e loro usavano rappressaglie, e si portavano in guerre più lontano al seguito di principi ed imperatori. Le carte di manomissione sono rarissime in questi secoli; si fanno più comuni nel decimoterzo, e nel decimoquarto la servitù andò dileguandosi nel Trentino quasi per intero.

Il sistema di prima genitura non era conosciuto negli antichi feudi trentini; i figli tutti ereditavano dal padre in eguali porzioni nè dalla eredità erano escluse le femmine; leggendosi vani documenti di vendite fatte da esse di porzioni ereditarie consistenti in castelli, diritti, beni stabili, livelli ecc. La donna maritata godeva eziandio molta considerazione; quantunque vincolata alla tutela del marito, soleva questo dotarla d’una quarta parto delle sue sostanze, di cui godea l'usufrutto in caso di vedovanza con tigli, e la proprietà se ne andasse priva. Tale era poi nei dominatori la gelosia di conservare nella classe dei feudatari l’elemento tedesco, che avevano proibizione di ammogliarsi con donne della rimanente Italia, o di accasare ivi le figlie; cagiono questa delle scarse relazioni famigliari che in quell’epoca incontransi fra le nobili nostro famiglie e le altre della Lombardia e della Venezia.

Le più importanti istituzioni monacali del Trentino datano da questa epoca. Nei secoli anteriori al dodicesimo pochissime ne esistevano; nè qui si ricordano quelle larghe donazioni dei Longobardi e dei Franchi, per le quali nelle altre Provincie d’Italia sorsero monasteri che in potenza e ricchezza gareggiarono coi principi più temuti. A duo causo ascrivere devesi tale condizione eccezionale: la prima si fu, perchè pochi i latifondi abbandonati od incolti, o quindi suddivisa assai la terra e fornita di coltivatori, e protetta da compatti ordinamenti comunali; la seconda, perchè, spenta la famiglia d'Evino primo duca longobardo, alcun'altra non seppe ammassare tali dovizie da potere col superfluo