Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/163

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— Che cosa?

— Il mio voto....

— Che voto? È una novità!

— .... Di sposare dopo che il Signore ci avrà concesso la pioggia!

— E se non piovesse?

— Pioverà presto.... Bisogna sperarlo!

— Come mai vi è venuto in testa...?

— C’è tanta povera gente che muore di fame. Non sembrerebbe malaugurio anche a voi?

— Avete ragione.

Egli era stato ad osservarla attentamente durante le due ore che si trovavano insieme. Sì, c’era una soave finezza di espressione nei tratti di quel viso, specialmente negli occhi e nella bocca; ma il sangue non più scorreva rapido e caldo sotto la bianca epidermide; ma il cuore non più batteva agitato da baldo impulso di passione! Le disgrazie, le sofferenze avevano ammortito ogni rigoglio nel non giovane corpo; e per ciò sembrava che anche quell’anima vivesse quasi in preda a continuo sbalordimento.

Ma, forse, egli s’ingannava.

C’era voluto e una straordinaria forza di volontà e un gran coraggio e un nobilissimo orgoglio per rassegnarsi a vivere dignitosamente nella miseria dopo aver gustato la soddisfazione e i piaceri della ricchezza e spesso pure quelli del fasto, come lo aveva amato e praticato a intervalli, suo padre!