Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/172

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quelle!... Me ne accorgo; ha ragione!... Credevo che quando uno va a chiedere pei poveri fosse quasi mandato da Gesù Cristo.... Se la prenda con me. I poveretti che hanno fame non debbono scontare il mio peccato. Gliene chiedo perdono.... anche in ginocchio....

Il marchese lo trattenne. Si vergognava di esser trascorso; ma non voleva lasciarsi intimidire da quel pretucolo. Gli pareva che colui intendesse di abusare della circostanza di essere stato messo a parte, in confessione, di un terribile segreto... Doveva farglielo capire, perchè non ricominciasse più e la finisse una volta per sempre! Non osò.

— Che vi immaginate? — riprese con un tono meno alterato. — Mi è rimasto appena tanto grano da bastare per me.

— Oh, penserà il Signore a ricoprirle di nuovo i canicci!

— Infatti!... Infatti!

— Non disperi della misericordia di Dio, marchese!

— E intanto la gente muore come le mosche. Dovrei avere la zecca in casa, o stampare carte false.... Ma non vedete che non vi reggete in piedi?

Don Silvio assalito da un nuovo e più forte accesso di tosse, aveva dovuto rimettersi a sedere, mezzo tramortito.

— Ecco!... Soltanto per mostrarvi la buona intenzione — aggiunse il marchese.