Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/193

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— Se vi facessi una proposta? — lo interruppe il marchese.

— Quale?

— Vi leverei certamente la tentazione di sciupare queste povere trentamila lire. Impiegatene due terzi soltanto nelle costruzioni della Società Agricola fondata da me. Io sono qui per conchiudere un prestito di settantamila lire a tale scopo.

— Ne riparleremo... Intanto osserva: questo solo vaso, sei mila lire! Della più bella epoca greca! Sisifo che spinge in alto un masso.... Mitologia!... Prima della venuta di Gesù Cristo!

— Quando penso che avete spianato le vigne a Porrazzo per scavarvi sepolcreti! Dovreste ripiantarle. Quelli di Porrazzo sono i migliori terreni per vigneto.

— Ne riparleremo, nepote. Tu hai la testa alle vigne, ai vini. Io non bevo vino, lo sai.

— Lo bevono gli altri, e debbono comprarlo per forza.

— Non pianterai vigne anche a Casalicchio! Lasciami, prima, fare almeno qualche saggio. Quando di un posto si dice: “C’è il tesoro„ significa....

— Ebbene, scaverete a Casalicchio!

Il cavaliere don Tindaro gli saltò al collo per abbracciarlo.

— Allora.... Tutto quel che vuoi.... Due terzi, no; metà, quindici mila lire.... Non si trovassero là che due soli vasi del valore di questo col Sisifo...!