Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/194

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— E se non si trovano?

— Li veggo da qui; mi pare di averli tra le mani.... Ma, un momento!... C’entra pure quell’empio nella tua Società?

— Oh, zio! Bisogna finirla, oramai è vostro genero.

— Niente! Finchè non avrà sposato in chiesa....

— Sposerà, ve lo assicuro, un giorno o l’altro. Legalmente intanto....

Don Tindaro si trasse indietro, imbronciato.

— Mi è stato detto — riprese, quasi masticando le parole, — che vi siete riconciliati, come se la offesa fosse stata fatta a me solo e non alla parentela tutta. Una Roccaverdina.... concubina! È sua concubina — incalzò, — non moglie mia figlia! Per la Chiesa, il matrimonio.... come lo chiamate?

— Civile.

— Incivile dovrebbe esser detto!... Matrimonio da bestie!... Per la Chiesa, non ha nessun valore....

— Coi pregiudizi che avete in testa!

— Pregiudizi? Pregiudizio uno dei sette Sacramenti? Sei dunque diventato protestante come lui? E tu pure, giacchè sposi — so che sposi, dagli altri l’ho saputo, per caso. Non vuol dire! — tu pure non sposerai in chiesa?

— Io.... io farò come fanno tutti.

Il marchese arrossì. Aveva dovuto arrossire e