Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/196

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vederti, se qualcuno fosse venuto a portarti via Agrippina Solmo quando era con te!... E si sarebbe trattato di un’amante. Lo avresti ammazzato, per semplice gelosia, se le volevi bene davvero!... Ma una figlia è ben altro. Carne della nostra carne, sangue del nostro sangue!... Non so come mai, allora, io non abbia commesso un eccidio!

— Avete ragione, zio. Quando però il male è fatto, dobbiamo cercarvi il rimedio.

— Sono un Roccaverdina schietto, io; non mi piego, mi spezzo! Se tu, invece di sangue, hai siero nelle vene... Quanti anni sono che non ti ho più guardato in viso per l’affare di Casalicchio? Oggi il caso ci ha fatto incontrare in terreno neutrale, in un albergo. Ricorda però che io sono di acciaio; non mi piego, mi spezzo. Frangar non flectar! Nel secolo scorso i Roccaverdina erano soprannominati i Maluomini.... Coi nostri antenati non si scherzava. Ora siamo una razza incarognita; tu, agricoltore; io.... almeno!... Non c’intendiamo. Faccio conto di non esserci visti.

— Non ritiro la mia parola, no. Scavate pure quanto volete a Casalicchio. Darò ordini che vi lascino fare.

— A qual patto?

— Con nessun patto.

— No, grazie! Non voglio restarti obbligato.

Il marchese stette un po’ a guardare con grati-