Pagina:Il Marchese di Roccaverdina.djvu/309

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Titta, saltato giù da cavallo, legata la mula a uno degli anelli di ferro confitti a posta nel muro ai due lati del portoncino, si affrettava ad entrare. Ella gli corse incontro nell’anticamera.

— Stia tranquilla, voscenza. È accaduto...

— Il marchese sta male?

— No, eccellenza. Devo andare dal pretore e dai carabinieri.... Si è impiccato uno a Margitello: compare Santi Dimauro.

— Oh, Dio!... Perchè? Come?

— È venuto a impiccarsi nel suo fondo venduto al marchese due anni fa. L’aveva detto tante volte: “Verrò a morirvi un giorno o l’altro!„ E finalmente il disgraziato ha mantenuto la parola. Si era pentito di aver venduto quel fondo.... Di tanto in tanto lo trovavano là, nella carraia, coi gomiti su le ginocchia e la testa tra le mani. — Che fate qui, compare Santi? — Guardo la mia terra, che non è più mia! — Avete preso un sacco di quattrini! — Sì, ma io vorrei la mia terra!

— Perchè l’ha venduta?

— Oh! Egli soleva raccontare una storia lunga. Pel processo di Rocco Criscione.... L’aveva col marchese, che non c’entrava.... Il giudice istruttore.... sa, voscenza; quando si fa un processo si raccolgono tutte le voci.... E siccome il giudice istruttore.... Una storia lunga!... Ma era venuto lui stesso a dire al marchese: — Voscenza vuole quel pezzo di terra?