Pagina:Il Trentino.djvu/225

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
204 il trentino.

cui spirano. In tali ricerche si tenne conto di 8 direzioni, corrispondenti ai punti principali della rosa dei venti.

A Riva predominano i venti piuttosto forti di N. e S.; Arco ha il privilegio di una calma quasi assoluta; anche nella valle dell’Adige predominano i venti di N. e S. e di NE-SW. A Cavalese e a Peio predominano quasi esclusivamente i venti di N. e NW. La maggior parte dei venti, però che spirano nel bacino del Sarca ed anche nella Val d’Adige, penetrando spesso nelle valli secondarie, non sono altro che la brezza del Garda, la quale, attraversando strettissimi passi, riceve maggior forza. La brezza del Garda, detta comunemente ora, appartiene a quei venti periodici, che diconsi venti valligiani ed hanno vicende analoghe alle brezze di terra e di mare. E noto che l’origine delle brezze risiedenella varia e disuguale distribuzione del calore, che, sconvolgendo il parallelismo degli strati d’uguale pressione, turba l’equilibrio e mette l’aria in movimento.

Nei luoghi di mare le brezze sono determinate dalle diverse funzioni termiche delle acque e delle terre, dal fenomeno cioè che l’acqua si riscalda e si raffredda lentamente, mentre la terra con maggior rapidità subisce gli effetti del calore e lo irradia nelle ore notturne.

Il fenomeno delle brezze di monte è determinato dall’azione di cause analoghe: anzitutto l’espandersi e il sollevarsi dell’aria dei pendii col crescer del calore diurno turba l’equilibrio degli strati di uguale pressione, i quali vengono a trovarsi sulle pendici del monte a maggior altezza che non al largo dello stesso: il che in altre parole vuol dire che le superfici di uguale pressione non si trovano più orizzontali, ma pendenti verso la montagna.

In secondo luogo, si tenga conto della differenza di temperatura fra l’aria della montagna e quella della pianura e si capirà facilmente la tendenza di quest’ultima a salire più o meno verticalmente.

Di notte, il raffreddamento più rapido della montagna determina il fenomeno inverso, vale a dire una caduta d’aria da monte a valle.

Generalmente i venti valligiani soffiano, di giorno, nelle ore