Pagina:Il Vendemmiatore e La Priapea.djvu/61

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DEL TANSILLO. 53

CL.


    Oh vergogna e disnor di questa etate
A che batter sì forte le calcagna?
Col rauco corno, strepito mi fate
1196Acciò che di risponder mi rimagna.
Sonate pur: Gran cosa è in ver ch’abbiate
Sì presta l’armonía, sendo in campagna:
Non è gran fatto ch’or l’abbiate presta,
1200Avendo sempre gli strumenti in testa.

CLI.


    Ecco un dottor che finge il Salomone,
Che sotto un gran cappel mi sembra un fongo.
Io non vo’ farne ingiuria alla stagione,
1204Ma a dargli un fiero assalto mi dispongo.
O tu che sai di legge e di ragione,
Solvi il gran dubbio ch’ora in man ti pongo;
Deh! dimmi, è buona o rea l’usanza d’oggi,
1208Che vuol che sopra l’uom la donna poggi?

CLII.


    Dimmi dottor, degli uomini alla forca
Qual più di voi, tua moglie o tu n’appende?
Tua moglie ha men del reo, chè, benchè torca
1212Il collo al malfattor, pur vivo il rende.
Il Sol, più che non suol, tosto si corca:
Qualche donna di là, forse l’attende,
Pria che nel grembo altrui tutto si gette,
1216Bisogna per concluder, ch’io m’affrette.