Pagina:Il Volapük - Critici e Abolitori.djvu/53

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ad avere la gloria di dare al mondo una lingua universale) e invece di una lingua universale, vuole, o come più modestamente dice « nous pensons au contraire que, il Vp smentendo al suo nome, elle doit être la plus simple des langues, et que, en fait des règles grammaticales, elle ne doit conserver celle qui sont communes a nos trois au quatre principales langues europèennes; en d’autres termes, nous demandons que son bagage grammatical soit reduit au plus strict necessaire. - In ciò appunto sta il nodo del diverbio tra l’autore del Vp e il Sig. Kerckhoffs. Ma il Vp di Schleyer ha veramente il titolo di lingua mondiale — pük, lingua, vola del mondo, — mentre quello che domanda, o domandava il Sig. Kerckhoffs e coloro che come lui la pensano, sarà solo un gergo di uomini colti di tre o quattro nazioni europee.

34) Se mai si dovesse esprimere la frase italiana di dieci parole, e spedirla per telegrafo in lontani paesi: credo che sempre fra noi saremo per andare d’accordo » e noi la potessimo condensare nelle due seguenti: “Kredob oibalamobsokön„ chi mai ci dirà che siamo poco serii, e gente poco pratica, solo perchè abbiamo telegrafato una parola poco facile a pronunciarsi e sgradita all’orecchio, ma che potrà averci fatto risparmiare settecento od ottocento e più lire?...

35) Per la proposta del Sig. Prof. Betz, e il rigetto della proposta stessa e la nuova