Pagina:Il Volapük - Critici e Abolitori.djvu/52

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32) Sta bene per i principianti; ma per chi vuol dare in vp - che appunto deve essere la lingua di tutti, o adatta ad esprimere i concetti di tutti, pena a perdere il suo carattere di universalità - un’opera d’arte, tradotta od originale, deve per quanto è possibile renderla quale è stata scritta e pensata. - In caso diverso si limiterà, - come vorrebbe il Sig. Kerckhoffs limitarlo - ad essere l’interprete di un limitato numero di persone di poche nazioni differenti, e anche di queste le persone meno o poco colte. E questo non è affatto lo scopo dell’Autore, dell’Accademia e di tutti i veri vpisti, nè, io credo, di quanti concepirono la possibilità di una lingua universale.

33) Scrive il Prof Kerk. (Examen critique de quelques semplifications qu’il y a lieu d’introduire dans le volapük): «M. Schleyer est parti de ce principe que la Langue Universelle doit pouvoir rendre les nuancos le plus delicates de toutes les autres langues qu’elle doit être, en un mot, la plus parfait des langues. - E l’idea del Sig. Schleyer è appunto quella del Sommo filologo Max Müller, che così si esprime: L’invenzione di una lingua artificiale non è niente affatto un’impossibilitá, anzi un simile linguaggio può essere più perfetto, più regolare e più facile ad apprendersi che qualsiasi parlata dall’uomo. - Ma ciò non va a genio al Sig. Kerckhoffs. (non gli andrà a genio forse che questo Tedesco abbia solo