Pagina:Il crepuscolo degli idoli.djvu/113

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FEDERICO NIETZSCHE

monello maleducato. — Come dev’essere stata fredda, nondimeno, questa artista insopportabile! Ella si ricaricava come una pendola e scriveva... Fredda come Hugo, come Balzac, come tutti i Romantici non appena si sedevano al loro scrittoio. E con quanta presunzione doveva sdraiarsi, quella terribile vacca da scrivere, che aveva in sè qualche cosa di tedesco nel peggior senso della parola, come lo stesso Rousseau, suo maestro, la qual cosa certamente non sarebbe stata possibile se non in un tempo in cui il buon gusto francese andava alla deriva. — Ma Renan la venerava...


7.


Morale per psicologi. — Non fare affatto della psicologia da merciaiolo ambulante! Non mai osservare per osservare! È ciò che dà una falsa ottica, «un tic», qualche cosa di forzato che esagera volentieri. Vivere qualche cosa per volerla vivere — ciò non riesce bene. Non è permesso, durante l’avvento, di guardare dal suo proprio lato, ogni colpo d’occhio si muta allora in «cattivo occhio». Un psicologo di nascita istintivamente si priva di guardare per vedere: lo stesso è pure per il pittore nato. Egli non lavora mai «secondo la natura», — egli si rimette al suo istinto, alla sua camera oscura per filtrare, per esprimere il «caso», la «natura», la «cosa vissuta»... Egli non ha coscienza che della generalità, della con-

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