Pagina:Il diavolo.djvu/132

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124 Capitolo quarto


Queste erano tentazioni che davano al diavolo poca faccenda, e che quasi da sè venivano al fine loro; ma ce n’erano altre che il diavolo preparava di lunga mano, e a cui attendeva con diligenza indefessa, con pazienza miracolosa. Una storia che ebbe nel medio evo grandissima voga, e che fu narrata tra gli altri dal nostro Bernardo Giambullari, racconta come il diavolo, una volta, si fece bambino, e, in tal forma, chiese ed ottenne d’essere accolto in un monastero il quale era in grandissimo odore di santità. L’abate, uomo dabbene, lo fece istruirete vedendo che il fanciullo imparava ogni cosa con somma facilità, ed era di ottima indole, e assai costumato, stimava avere il convento fatto un grande acquisto e ne ringraziava Iddio. Quando il fanciullo fu cresciuto, ed ebbe l’età, vestì l’abito, con grande giubilo dei fratelli; e morto, dopo qualche anno, il vecchio abate, egli n’ebbe, per voto unanime, la dignità. Ma non andò molto che la regola del convento cominciò ad allentarsi, i costumi a corrompersi. Il nuovo abate migliorò assai il vitto, accordò facilmente dispense, e agevolò in tutti i modi le relazioni dei