Pagina:Il diavolo.djvu/188

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180 Capitolo sesto


Con giurisdizione così larga, con tanti svariati ufficii, i diavoli poco potevano stare in ozio. La vita loro era un perpetuo scorazzare i mari e le terre in busca di preda, un perpetuo affaticarsi in provocar peccati e preparare occasioni di peccato, un travagliarsi senza posa in mille opere di nocumento. Notte e giorno la bocca dell’inferno vomitava sopra la terra, sopra la misera umanità, le legioni dei diavoli arrabbiati, smaniosi di far nuovo male, e ringojava le legioni di quelli che, tentando, seducendo, insozzando, scompigliando, distruggendo, avevano fornito il compito. La tresca non aveva nè fine, nè tregua.

Al pensiero di una potenza malvagia così diffusa in ogni luogo, vigile sempre, sempre operosa, e per giunta invisibile, gli animi dovevano empiersi, e veramente si empievano, di terrore. La storia del medio evo è tutta intera come aduggiata dall’ombra immane che getta sopr’essa il nemico implacabile. Secondo una immaginazione degli arabi, in quella estrema e sconosciuta parte dell’Oceano Atlantico che aveva nome di Mar Tenebroso, mare seminato di por-