Pagina:Il diavolo.djvu/320

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312 Capitolo undicesimo

le sacre cerimonie; entra in corpo a chi assiste distrattamente alla messa; rimprovera ad alta voce, con gran confusione dei colpevoli, peccati secreti. Spesso il furore diabolico non si cheta se non dopo essersi esercitato anche sul cadavere del peccatore, e molte orribili storie si raccontano di corpi che furono strappati a furia fuor delle chiese, o bruciati negli avelli, o lacerati a brani.


Santa Teresa chiese una volta a Dio di poter fare, per propria edificazione, un piccolo saggio delle pene dell’inferno. Le fu conceduta la grazia, e dopo sei anni il ricordo dello strazio sofferto la gelava ancora di terrore. Sono molte le storie in cui si narra di dannati usciti per breve ora dall’inferno, a solo fine di dare a’ vivi alcun segno delle inenarrabili torture a cui vanno soggetti. Jacopo Passavanti racconta quella di Ser Lo, maestro di filosofia in Parigi, e di certo suo scolare, “arguto e sottile in disputare, ma superbo e vizioso di sua vita,„ il quale essendo morto, apparve dopo alquanti giorni al maestro, e gli disse d’essere dannato, e per fargli cono-