Pagina:Il diavolo.djvu/339

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Ancora l'inferno 331

Il monaco Otlone, vissuto sin verso la fine del secolo XI, racconta di due fratelli, che cavalcando un giorno, videro improvvisamente nell’aria una turba grandissima, la quale passava non molt’alto da terra. Esterrefatti, chiesero, facendosi il segno della croce, a quegli strani viaggiatori chi fossero. Uno, che pel cavallo che montava e per le vesti, sembrava cavaliere di conto, si diede loro a conoscere, dicendo: “Io sono il padre vostro, e se voi non rendete al convento, cui lo tolsi ingiustamente, il fondo che sapete, sarò irremissibilmente dannato, e con me saranno tutti i successori miei che terranno il maltolto.„ Il padre dà ai figliuoli un saggio degli orribili tormenti che soffre, e i figliuoli riparano la colpa di lui, e in tal modo lo liberano dall’inferno.

Ma una storia più meravigliosa e spaventosa di questa trovasi narrata da un altro monaco, il cronista Orderico Vital, vissuto sin verso il mezzo del XII secolo. Un prete di nome Gualchelmo, curato di Bonneval, tornava una notte dell’anno 1091 dall’aver visitato un infermo, lungi un buon tratto dalla sua casa.