Pagina:Il diavolo.djvu/375

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Seguitano le disfatte del diavolo 367

la volesse dare in moglie ad un principe possente; come, volendo serbare la sua verginità allo sposo celeste, ella sia fuggita dal suo paese ove non potrebbe tornare senza gravissimo pericolo. Udite queste cose, il buon vescovo, pieno d’ammirazione, la loda, la incoraggia, le offre protezione ed asilo, la invita a desinare. A tavola non sono soli; ma il vescovo, come più guarda la fanciulla, più la trova bella; come più l’ode parlare, più la giudica sensata ed eloquente, tanto che se ne innamora, e già aspetta con impazienza tempo e luogo opportuno da poterle scoprire la sua passione. A un tratto, s’ode giù gran rumore, alla porta. È un pellegrino, a tutti sconosciuto, il quale picchia a colpi replicati, e a gran voce chiede d’entrare. Il vescovo interroga la fanciulla: vuol ella che il pellegrino sia introdotto? E quella: “S’introduca; ma a patto che, dando giusta risposta a tre domande difficili, si mostri degno di sedere con voi a mensa.„ Per desiderio del vescovo e dei convitati le domande sono da lei proposte, e il nunzio le reca successivamente al pellegrino, e torna con le risposte. La prima domanda