Pagina:Il diavolo.djvu/387

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Seguitano le disfatte del diavolo 379


Ma non sempre i santi potevano ricorrere a così ponderosi argomenti, e allora, qualche volta, finiva che dovevano cedere a chi aveva più ragione di loro. Quando morì Guido da Montefeltro, resosi frate dopo aver menato una vita scelleratissima, venne san Francesco in persona per raccorne l’anima e recarla in cielo; ma uno de’ neri cherubini (così dice Dante) gli si levò a fronte garrendo:


                    Nol portar; non mi far torto:
Venir se ne dee giù tra’ miei meschini,
     Perchè diede il Consiglio frodolente,
     Dal quale in qua stato gli sono a’ crini;
Ch’assolver non si può chi non si pente,
     Ne péntere e volere insieme puossi
     Per la contradizion che nol consente.


Il consiglio frodolente cui qui s’accenna fu d’aver suggerito al principe de’ nuovi Farisei, cioè a papa Bonifacio VIII, il modo di prendere con inganno la rocca di Palestrina, ch’era dei Colonnesi. San Francesco non seppe che obbiettare alle ragioni del demonio, il quale, acciuffando l’anima trista, le disse sbeffandola: