Pagina:Il diavolo.djvu/390

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382 Capitolo decimoterzo

l’arcangelo, perduta la pazienza, taglia corto ai ragionamenti, e tenta di tirar l’anima in cielo; ma invano, perchè l’uno dei demonii l’afferra e la tira dal lato destro, mentre il suo compagno, da tergo, la tambussa di calci. La battaglia dura un pezzo e si fa più aspra, con molta consolazione di quell’anima tapina. Sopraggiungono altri quattro demonii in ajuto dei due, altri due angeli in ajuto dell’arcangelo. Dagli e picchia, finalmente quelli han la peggio e questi trionfano. Alcuna volta furono veduti angeli e diavoli, sotto forma di colombi e di corvi, combattere insieme pel possesso di un’anima.

Ho accennato anche a combattimenti più generali, in cui erano impegnate molte milizie dell’una e dell’altra parte, e che avevano ragioni pure più generali. Una volta, nel deserto, l’abate Isidoro mostrò all’abate Mosè, dalla parte di occidente l’esercito dei diavoli, dalla parte di oriente l’esercito degli angeli, quello in procinto di assaltare i santi uomini, questo pronto a difenderli. Un tale, di cui narra la visione san Bonifacio, apostolo della Germania, assistette a una specie di contrasto generale di angeli e di demonii,