Pagina:Il diavolo.djvu/391

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Seguitano le disfatte del diavolo 383

questi intesi ad accusar le anime e gravare i peccati, quelli intesi ad alleviare e scusare. Non sarà finalmente fuor di luogo avvertire che il più antico esempio conosciuto di contrasto fra angelo e demonio, è nella così detta Epistola cattolica di Giuda, che i critici hanno comunemente ora in conto di apocrifa, ma che si trova già ricordata nel secondo secolo dell’era volgare.

Talvolta, se angeli e santi non riuscivano a tenere a segno i diavoli, e a far lasciar loro la preda, veniva in mezzo la Vergine e subito la contesa finiva. In un esempio recato da san Pier Damiano, i diavoli, dopo avere disputato a lungo con gli angeli, lasciate le parole, ricorrono alla violenza, e si sforzano di trascinare l’anima in inferno. Già è men risoluta la difesa degli angeli sopraffatti, quando appare improvvisa fra i combattenti, in un nembo di luce sfolgorante, la Vergine cinta di milizie celesti. Si rinnova la disputa, e la Vergine, riconosciuto non avere i diavoli tutto il torto, ordina all’anima di rientrare nel corpo e di confessare un gravissimo peccato, sempre per vergogna taciuto.