Pagina:Il diavolo.djvu/89

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Scienza dei diavoli 81

stesso un loico, non altrimenti che se fosse un dottor di Sorbona. Dicesi (e il famoso Giovanni Bodin lo scrive nella sua Demonomachia) che il celeberrimo Ermolao Barbaro, patriarca di Aquileja (m. 1493), evocò una volta un diavolo per sapercela lui che cosa Aristotile avesse inteso di dire con la sua entelechia. Ad ogni modo, se ignaro della buona filosofia, il demonio doveva essere assai versato nella sofistica, anzi maestro d’essa; al quale proposito va ricordata la spaventevole storia di quello scolare di Parigi, che morto, e, andato a perdizione, apparve all’esterrefatto maestro con indosso una cappa ricamata di sofismi, storia narrata dal buon Passavanti ad ammonimento ed a confusione di quanti non fanno buon uso del sillogismo.

Ma se i demonii non avevano a sapere di filosofia, parrà strano a taluno ch’ei potessero saper di teologia, e avere a mente le Scritture, e disputar dei misteri con quella stessa chiarezza e precision di concetti che si ammira nei teologi di professione. E pure è così. Infinite volte, per bocca degli indemoniati del cui corpo